Informazione e spettacolo

di Corrado Malanga a cura di Alessandro Caruso

Devo innanzitutto dire che guardo poco la televisione, a causa della pochezza e della stupidità dei programmi proposti dai diversi palinsesti televisivi. I canali televisivi in Italia copiano se stessi in modo spudorato. Ci sono le trasmissioni di giochini, che vanno in onda dalle 18.30 alle 20.30 prima dei telegiornali, che sono tutte eguali. Sono identiche anche nei colori degli sfondi dello scenario e nella grafica elettronica, perché si può scoprire che, non essendo sia Canale Cinque sia Rete Quattro sia la Rai sia Italia Uno, capaci di inventarsi una nuova trasmissione, delegano l’invenzione di questa grande idea ad un’azienda privata che fa una bella pensata eguale per tutti e la vende, per tre o quattro volte, a tutte le reti televisive. Pare che questa ditta produttrice di trasmissioni ed idee sia della figlia di Bettino Craxi e che operi nella zona di Bologna. Non so se la notizia sia vera o falsa, né ho voglia di verificarla, quindi la riporto come vox populi, per il momento. Così anche i diversi network sono più tranquilli. Infatti se Mediaset fa una trasmissione in cui tutti sono vestiti di giallo, allora anche la Rai lo farà. Non sarà una grande pensata, ma almeno non si corre il rischio di perdere audience, poiché tutti faranno la stessa cosa. Chi fa la differenza, a questo punto, è solo la popolarità o la simpatia del conduttore. Tutto questo ricade nella politica dello spendere poco e soprattutto del non avere idee originali. In fondo tutto ciò è non solo grave, ma anche il giusto risultato di una falsa concorrenza (oggi tutte le reti praticamente sono di Berlusconi e, come la Fiat fa finta di far concorrenza all’Alfa Romeo, che è sempre della stessa Fiat, così Mediaset fa finta di differenziarsi dalla Rai). Inoltre il non avere idee è sempre meno rischioso che mettere in atto idee nuove, perché queste potrebbero essere sovversive. Se qualcuno facesse un programma intelligente, gli altri canali non li guarderebbe più nessuno e qualche network fallirebbe, mettendo in mezzo ad una strada i suoi dipendenti. Questo non è accettabile, nemmeno per i comunisti, e così ci pigliamo una serie di programmi demenziali che, ovviamente, producono un effetto-boomerang sulla stupidità delle persone. I partiti politici così non potranno lamentarsi se la gente vota per gli altri. Per anni hanno fatto programmi cretini ed hanno educato gli Italiani alla cretineria anche sul versante politico. Per non avere idee non ci si deve sforzare e così il numero di cervelli da ammasso appartenenti ai raccomandati entrati nelle sedi Rai e Mediaset negli ultimi dieci anni deve essere enormemente grande. Ciò avviene anche nelle nostre università, dove non esiste più nessuno in grado di insegnare niente, ed avviene pure in altri settori: la scelta di raccomandati ha prodotto lo stop totale delle intelligenze nazionali, già provate dai passati governi ed ora definitivamente distrutte dagli attuali governanti. Letizia Moratti ha deciso di promuovere una serie di azioni per il rientro dei cervelli dall’estero. Quello che ho subito pensato è che ci fosse qualche figlio di deputato che non aveva vinto qualche concorso in Italia e, come al solito, gli si faceva la legge apposta per farlo rientrare in sede, dandogli magari un posto di associato prima che il ruolo degli associati vada ad esaurimento… nervoso, naturalmente. Ma cosa se ne fa, un governo, delle idee? Che bisogno esiste di richiamare qualcuno dall’estero con il rischio di chiamare anche qualcuno intelligente? Oggi come oggi, chi è intelligente non farà mai carriera, proprio per questioni di principio, ma solo chi piega la testa di fronte al governo, al suo sponsor personale, a colui che gli farà vincere un concorso truccato, al parente che, potendo, gli darà la possibilità di avere un posto di lavoro, potrà ambire alla sopravvivenza, sempre che si comporti bene. Comportarsi bene vuol dire non avere idee… il resto non conta niente! Così l’informazione si tramuta in spettacolo. Ai congressi scientifici si premia non più la migliore comunicazione scientifica, ma i migliori colori usati per disegnare il proprio poster! Si compra lo strumento scientifico più appariscente perché: “… con tutte quelle lucine chissà che figura si fa con gli studenti…” mi disse un cattedratico di fascia A del mio dipartimento. Così nei network televisivi ognuno ha una trasmissione di carattere pseudoscientifico uguale alle altre. La famiglia Angela sulla RAI 1, Cecchi Paone su Mediaset e quell’altro su Rai 3: sì… quello che urla come un pazzo e che va sempre in giro con un martello in mano. La famosa piccozza del geologo! Questo soggetto va anche sott’acqua con la piccozza: lo abbiamo visto piccozzare dappertutto, in Italia ed all’estero. Piccozzava a Barumini le pietre del più grande Nuraghe esistente (ma non è vietato demolire opere come quella?); lo abbiamo visto piccozzare, sempre urlando, ovviamente, nel deserto o sulla cima di un vulcano, piccozzare l’elicottero che lo trasporta, piccozzare in ascensore per passare da un piano all’altro, piccozzare anche in una discarica di automobili. Lui gli spaghetti non li mangia con la forchetta, ma con la piccozza. Chissà quando si gratta il sedere… Cecchi Paone, dal canto suo, oltre che mettere bene in mostra le opere che portano il suo nome e che, secondo lui, tutti dovremmo, ovviamente, comprare per farlo guadagnare, sembra non ricordarsi più quando smise di leggere il telegiornale del primo canale RAI per condurre una trasmissione in compagnia di Paola Giovetti, tutta basata sul soprannaturale. Oggi Cecchi Paone cerca di dimostrare a tutti che è lui il vero giornalista scientifico e non Piero Angela, contestando apertamente il premio che hanno invece dato a quest’ultimo e non a lui (il Telegatto). Nel tentativo di dimostrare ciò è diventato cacciatore di streghe più dello stesso Angela. Per lui esiste solo la scienza ufficiale, quella che non disturba chi governa, ovviamente, o meglio, chi lo governa. I cerchi nel grano?… Tutte puttanate! Gli Ufo? C’è qualcuno che racconta di averli visti dopo aver bevuto un buon bicchiere di vino, eccetera. Cecchi Paone, dunque, è la brutta copia di Piero Angela e di suo figlio? Alcuni di questi personaggi li abbiamo visti quest’inverno assieme, sul palcoscenico di Maurizio Costanzo, spennacchiarsi tra di loro a piacimento nel tentativo di dimostrare che l’uno era meglio dell’altro. In realtà la famiglia Angela rimane andreottianamente fuori dalla lotta, considerandosi di livello superiore, e lascia il Piccozzatore e Cecchi Paone a sbranarsi tra loro in modo decisamente poco edificante. Ma veniamo al tipo di informazione scientifica che questi personaggi ci propinano ormai tutti i giorni. Esiste forse una differenza nei documentari (tutti stranieri ovviamente) che questi personaggi presentano come se fossero un loro prodotto? In realtà si tratta, per la maggior parte dei casi, della National Geographic per la RAI e di documentari americani per Mediaset. I documentari del National Geographic sono di grande levatura, ma vengono sviliti dai commenti degli ospiti in studio, quando si cerca di dimostrare che tutto è legato a leggi conosciute e se il gibbone del Madagascar viene inquadrato mentre scivola da un albero e si schianta al suolo, troviamo subito l’esperto che ci dice come: “…il gibbone è una specie di animale che ad un certo punto della sua vita decide di suicidarsi…” Ma il bello è che l’esperto sembra convinto! I documentari americani, invece, sono un vero compendio di demenza maschilista, in cui il prode ricercatore statunitense fa vedere quant’è bravo nell’affrontare i flutti del Mare del Nord oppure (non mancano i documentari sui soldati americani e sulla tecnologia delle armi Usa) su come la vera scienza sia made in USA. Anche qui si urla e si strepita tra una pubblicità e l’altra alla Vanna Marchi, supplicando il popolo della televisione a non andarsene dopo la pubblicità, in una vera sorta di imbonimento televisivo. Ma la cosa veramente strana, solo in apparenza ovviamente, è il tipo di scene che vengono fatte vedere al pubblico televisivo. Si capisce subito che non si vuole fare informazione, ma spettacolo. Se si fa dell’informazione la cosa è totalmente accidentale e non sembra interessare a nessuno. Lo spettacolo si maschera da informazione sotto le mentite spoglie di belle immagini di animali o parti del mondo in cui ognuno di noi vorrebbe andare a passare le vacanze. Esiste, però, subdolamente, qualcosa di comune a tutte queste emissioni televisive. La spudorata, frustrante, totale, violenza gratuita. Come, dove, quando? Ma si tratta di documentari scientifici! Avete mai visto Piero Angela che fa vedere il leone e la gazzella… “Ed ora vedrete come il leone, il re della giungla, che non ha paura di nessuno, sbranerà la povera gazzella… sì, perché alla povera gazzella tocca questo destino, infatti essa è al di sotto del leone nella catena alimentare e quindi deve morire per far crescere il leone, così l’uomo fa la parte del leone con le mucche e le mucche non si devono lamentare, perché noi in fondo le nutriamo…” La telecamera va sulle fauci del leone: “… come vedete gli schizzi di sangue che escono dal collo della gazzella sono minimi perché il leone sa come mangiare la gazzella (che si vede contorcersi nell’ultimo respiro)”. Piero Angela è sempre calmo e sempre seduto con le gambe incrociate e continua pacatamente… “Ecco, professor MAINARDI, QUÌ SI VEDE BENE IL DENTE DEL LEONE… QUANTO SARA’ GRANDE?, QUINDICI CENTMENTRI, FORSE VENTI? SICURAMENTE IL FORO NELLA IUGULARE DELLA GAZZELLA FARÀ IN MODO CHE LA GAZZELA NON POSSA NEMMENO DIRE LA SUA ULTLIMA PREGHIERA...” risatina del conduttore... “… ma tanto le gazzelle non credono in Dio come noi esseri superiori, ha, ha, ha…” Ma cambiamo canale… c’è Cecchi Paone che mostra lo spettacolare incidente di un camion pieno di benzina che entra in un supermercato americano: “… siiii, le fiammeee avvolgono il povero pilota… il supermercato è un rogo totale, siiiii…le autoambulanze non possono farci nulla, mentre un elicottero della polizia tocca con le sue pale il supermer"cato e cade nell’incendio, sfracellandosi al suolo… chissà se il pilota ce la farà… sicuramente no…. Ma ecco che esce un cliente dal supermercato, si riconosce perché non è vestito come gli inservienti del supermercato, non ha la divisa rossa, ma in realtà è tutto rosso fuoco, sì, perché è una torcia umana. Ma fortunatamente viene raggiunto dai pompieri e spento a calci e pugni: si salverà… ma rimarrà per sempre sulla sedia a rotelle…” Cambiamo canale e troviamo il picconatore.. ah.. no, quello era un altro, volevo dire il piccozzatore… “… aoh! Semo proprio dietro lo tzunami, un’onda giggandesga (lui sempre con la piccozza, ma che ci farà nello tzunami con la piccozza, mah!) che sse sta per abbatte sull’intera pobolazione dell’isola; ci saranno miiaia de morti, aoh! …eccoo che ll’onna se abbatte sull’edifici e lli schizzi d’acqua se mescoleno alli schizzi de sangue della pobolazione indiggena (aoh! tanto so indigeni; chi se ne fregaaa, che ddolore la piccozza sur ditoneee!!!). I cadaveri vengono sbattudi da tutte le parti, aoh! Ecco oggi sappiamo che lli scienziadi posseno farci vede comme è successo e comme successerà angora. Aoh, che maciello!…” Sull’altro canale Alberto Angela è nel bel mezzo della tragedia di Pompei, passeggiando tranquillamente tra le macerie fumanti: ”Ecco, potete vedere quell’uomo con la testa schiacciata da quel grosso masso che deve essere caduto da là… si possono distinguere le convoluzioni della materia grigia che è fuoriuscita dalla scatola cranica ed è in parte schizzata su quello che rimane della parete della sua povera casa, che gli ha evidentemente (pausa ed assenso di Alberto Angela) maciullato le gambe. Attraverso queste ricostruzioni possiamo, così, anche vedere che il cervello dei Pompeiani era più piccolo del nostro (sigh!). Ma ecco che un nuovo boato preannuncia la fine totale: tutti stanno già respirando vapori a seicento gradi centigradi ed in pochi secondi tutti sapranno che fumare fa male, molto male… ma di questo parleremo dopo la pubblicità… quando vi mostreremo il polmone di un fumatore incallito, che abbiamo estratto con le nostre mani da un giallo cadavere in putrefazione di un nostro amico fumatore…” Basta, non ce la faccio più: di scienza per questa sera ne ho vista troppa! Mi dico. Anche questa notte sognerò la Moratti , come sempre vestita di rosso, come sempre priva di motilità facciale, che mi insegue costringendomi a finire i miei giorni in una scuola privata, dove nell’ora di religione ti dicono che Dio, seimila anni fa, ha inventato l’uomo, mentre nell’ora di scienze ti raccontano che Berlusconi ha inventato Pippo Baudo e nell’ora di ginnastica ti fanno mettere in fila con il braccio destro ritto e la mano aperta e… no… forse non è il caso… con il braccio destro dritto e con il pugno chiuso… no …. Beh, forse anche questo non è il caso di…ehmm…. Con due mani alzate e giunte in segno di preghiera tento di convincere il Signore a mandarci il pianeta Nibiru dallo spazio, il quale finalmente, cadendo sulla Terra, ci affrittellerà tutti in un totale, godereccio, immenso, schizzo di sangue che, grande come un fuoco d’artificio, toglierà i cretini, quali esseri inutili ed inquinanti, dalla faccia della Terra. Finalmente l’incubo finisce e prendo sonno… ma purtroppo, o per fortuna, come diceva Giorgio Gaber in una sua intelligente canzone, era solo un sogno.