Tra oriente e occidente: choc e paradossi

a cura di Alessandro Caruso

Molti concetti dell’Oriente non sono intellegibili agli occhi occidentali. Tuttavia la storia è piena di tentativi in questo senso, e anche i fatti di oggi ci mostrano quanto questa sia un’esigenza sempre più impellente per una convivenza pacifica e civile. I tentativi di certi filosofi e pensatori sono stati vani a causa di una comunicazione sempre intellettuale, raramente pratica di quella mentalità: è inutile che semplicemente si spieghi all’Occidente cos’è l’Oriente. Sono mondi troppo differenti, dai quali si può trarre qualcosa reciprocamente non in modo razionale, non attraverso la semplice conoscenza nozionistica o l’immaginazione. Un grande mediatore tra oriente e occidente fu a mio avviso G. Gurdjeff .Lui non insegnava a diventare santi, bonzi, yogi e fachiri. ... esercizi all’interno della vita quotidiana in un caffè o in un mercato. E’ il misticismo applicato alla vita.. Ouspensky, teorizzatore di questa scuola, fu suo allievo. Quando lo incontrò smise di scrivere un certo tipo di libri e si dedicò alla diffusione del sistema." Gurdjeff è più da accostare al sufismo turco più che all’induismo. E’ diversa l’abnegazione di un mistico indiano rispetto a quella propugnata da G. E’ diverso il sistema filosofico, anche se poi in realtà tutto ritorna in un quadro generale. E’ veramente complicato. A differenza di certi sistemi più confortanti, quello gurdjieffiano è in fondo allarmante, difficile da accettare. La sua idea di fondo è terribile: anche lo spirito ha una fine (SPIRITO = parte integrante della materia). Comunque Gurdjeff conosceva alla perfezione l’uomo, i suoi difetti, i sistemi della sua conoscenza e quelli che governano l’essere. Era un grande psicologo. E’ riuscito ad andare alle cause dei movimenti. Ha diviso l'uomo in centri: emozionale, sentimentale, sessuale, istintivo. E con precisione. All’interno di ogni centro vi sono delle divisioni: il centro intellettuale, per esempio, è diviso in superiore, medio, inferiore. Egli sosteneva che Einstein usava il suo centro superiore. La sua legge dell’ottava, della diffusione dell’energia nel cosmo, era anche quella eccezionale. Era, però, soprattutto un maestro pratico di vita. I suoi discepoli dovevano fare i conti con la brutalità del suo insegnamento. Sbatteva in faccia tutti i difetti delle persone ed era così convincente in questo suo pragmatismo sorprendente che tutti obiettivamente dovevano ammettere i limiti che lui rilevava. I suoi esercizi erano di attenzione, come ad esempio la rasatura del prato. Si trattava di esercizi pratici che si facevano sia durante <>, ovvero la meditazione, sia durante l’arco della giornata, esercizi applicati a lavori manuali. ... Anche lavare i piatti può diventare sacro. Qualsiasi cosa deve essere fatta con un alto grado di coscienza; anche se stai lavorando manualmente con dell’argilla. L’osservatore deve essere distaccato dall’operatore. Per spiegare la natura umana Gurdjieff usava il simbolo della carrozza che rappresenta il corpo carnale. Il cavallo è il corpo naturale, (l’istinto), (i sentimenti), le pulsioni. Il cocchiere rappresenta il pensiero, il primo corpo spirituale. E il padrone il corpo divino, la conoscenza di sé, la volontà. Il cavallo (animalità dell’uomo) prende delle decisioni che spettano al cocchiere (spiritualità dell’uomo). Va a sinistra quando il cocchiere vuole andare a destra. La parola istinto non è giusta per il cavallo. L’istinto per Gurdjieff è un’altra cosa. L’istinto primordiale è intoccabile, perfetto. L’animalità non è il sentimento. Il sentimento è una componente del padrone e del cavallo. A volte il problema della gente è di tentare invano di fare più cose contemporaneamente… Che credito possiamo dare a una persona che si sveglia al mattino e resta di malumore un’intera giornata perché non appena sveglio non trova le pantofole sotto il letto?. Gurdjieff lotta contro le emozioni negative, cioè l’espressione delle emozioni sgradevoli. A volte ci carichiamo di emozioni sgradevoli per rovinare la giornata se non la vita. Lui diceva di osservare almeno le emozioni negative: già con l’osservazione sei a metà dell’opera di risanamento. Addirittura, se si ha la fortuna di osservare le emozioni negative in tempo reale, se ne vedono di belle! Correggersi man mano che ci si arrabbia o almeno osservarsi. Dunque una mente risvegliata non partorirebbe mai emozioni negative. Bisogna superare varie fasi per padroneggiare il corpo: la fase del fachiro, dello yogi, del monaco, per diventare un uomo "astuto". Si tratta di un’atuzia superiore: l’astuzia di riconoscere le gerarchie celesti non è di chi fa il furbo. Sei astuto perché hai capito. L’uomo astuto, nella traduzione italiana, è un modo di dire con sfumatura negativa. Sarebbe stato meglio dire uomo saggio, se non portasse con sè anche qualcosa di fesso. La nostra vita secondo Gurdjieff alimenta la luna, che sarebbe una specie di vampiressa del nostro spirito. Effettivamente si parla di persone con temperamento lunare, notturno e nostalgico, che paiono divorate dalla luna. E’ un’idea difficile da accettare perché siamo stati abituati a pensare in un certo modo. Si pensa alla luna come satellite, come a qualcosa di non vivo. Così come non siamo abituati a riconoscere nelle nuvole un elemento vivo. Per noi anche le piante sono morte. ... Nessuno di noi è in grado di capire che i fiori vivono veramente, che la pietra vive. Tutto il cristianesimo ha combattuto da un lato il panteismo e dall’altro non ha mai considerato neanche gli animali, a parte S. Francesco. Così come siamo messi, per tradizione e cultura, abbiamo difficoltà ad accettare un’idea come quella gurdjieffiana e cioè che la luna si nutra veramente di noi e che sia la causa di molte violenze dell’uomo e di molte guerre. ... La gente, il popolo che inventa i modi di dire intuisce l’esistenza dei fenomeni (es: "avere la luna"). ... E allora perché, se la luna agisce sulla materia in questo modo, non può agire anche sull’intelletto umano? L’intelletto umano è forse più insensibile del mare e della terra?" ..anche se a volte, le insidie di energie lunari, specialmente al buio mi fanno vivere nell’apparente inutilità nella totale confusione..[Franco Battiato] Credo in queste influenze planetarie. Siamo in balia di queste influenze cosmiche. Una guerra non è un fatto umano, ma disumano. Si crede di combattere per un ideale, ma in effetti fanno il gioco di certe forze che si scatenano e portano massacri. Sono influenze planetarie. Il nostro destino dovrebbe essere quello di lottare e difenderci da certe influenze. Se ci si fa caso, tutte le volte che intervistano chi ha ucciso qualcuno, loro dicono che in quel momento non erano "in loro". Queste forze approfittano delle persone, prendono i loro corpi e li usano. Una persona cosciente non fa entrare queste forze, è più forte. Certe energie si impossessano delle persone con sistemi molto complicati. Possono essere anche energie che stanno ristagnando. Di qui la necessità di svegliarsi per capire. Lui definisce il sistema gurdjieffiano "frammenti" perché si tratta di un sistema difficilissimo". Dalla descrizione che fa Ouspensky dei suoi primi incontri con Gurdjieff quest’uomo sembrava un essere leggermente rapace nei confronti dei cervelli degli altri. Poi probabilmente ha dato loro molto ma leggendo questi resoconti si ha l’impressione di immediata diffidenza nei suoi confronti. Gurdjieff aveva la caratteristica di provocare per vedere la reazioni degli altri. Si divertiva. Capiva qual era il punto debole di una persona e batteva su quel punto per distruggere la sua debolezza. Consiglio i seguenti libri: Piotr Demianovich Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio G.I.Gurdjieff, I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote, L’ottava G.I.Gurdjieff, Incontri con uomini straordinari, Adelphi Fritz Peters, La rasatura del prato e la conoscenza di sè, L’ottava.